Allergie e intolleranze

Le allergie alimentari

E’ una reazione esagerata dell’organismo nei confronti di sostanze (per esempio, il latte, la polvere, i pollini) che per la maggior parte delle persone sono del tutto innocue. Nei soggetti predisposti, invece, queste sostanze definite allergeni, scatenano appunto una manifestazione allergica, una serie cioè di disturbi diversi a seconda dell’organo-bersaglio (pelle, occhi, naso) che viene colpito. Come accade tutto ciò?
Quando l’organismo viene a contatto con un allergene reagisce come se fosse un nemico da combattere. Produce degli anticorpi specifici, le immunoglobine IgE o reagine, che si legano all’allergene e stimolano le cellule dell’organismo che può essere colpito a reagire, liberando particolari sostanze (istamina, leucotrieni, ecc.)
E’ proprio questa liberazione che scatena la manifestazione allergica. A questo punto, a seconda dell’organo preso di mira, si avranno disturbi cutanei (eczemi, orticaria), respiratori (asma, riniti), intestinali (diarrea), oculari /(congiuntivite).
Ma per dire che si tratta proprio di allergia è indispensabile segnalare al proprio medico se i sintomi compaiono in particolari momenti della giornata o dopo aver mangiato un certo cibo o facendo attività fisica, oppure in certe condizioni ambientali (umidità, fumo, ecc.)
Per stabilire il tipo di allergia bisognerà sottoporsi a specifici esami: si tratta di prove di ipersensibilità allergica (pick test) e di test di laboratorio (RAST) per verificare il dosaggio delle immunoglobine presenti nel sangue.

Diete: il mal di testa provocato dalla cioccolata

Si può soffrire di mal di testa per diverse ragioni: una sinusite, affaticamento, tensione nervosa. Ma alcuni dolori di testa sono causati dai cibi ingeriti.
Tra i cibi che provocano mal di testa sono noti il vino, le noci e la cioccolata. A alcune persone è facile diagnosticare un “mal di testa da cioccolata” : sono quelle che ne mangiano una tavoletta o una barra, e in capo a venti minuti si sentono appesantite e afflitte dal mal di testa. I mal di testa di origine allergica possono essere leggeri ed essere spesso accompagnati da naso chiuso o da una sensazione di tensione nei seni paranasali, oppure possono essere martellanti a tal punto da desiderare di liberarsene al più presto. Nel peggiore dei casi, infine, l’allergia alimentare può causare emicrania, un tipo di mal di testa particolarmente doloroso che colpisce solo una meta del capo e può essere accompagnato da senso d vertigine, nausea, eccessiva sensibilità alla luce e ai suoni.
In altri casi il mal di testa non é cosí facilmente ricollegabile a ciò che si é consumato. Un vino bianco giovane può contenere quantità minori di prodotti capaci di dare allergia in confronto a un vino rosso invecchiato; altri vini, compresi gli sherry, i vermouth e i cordiali, stanno a mezza via. Lo stesso vale per il nocciolame: una persona può una sera prendere come cocktail vino bianco con mandorle salate e sentirsi bene; e invece, un’altra sera, la stessa persona può essere colpita da un acuto mal di testa dopo aver consumato un cocktail apparentemente simile, ma composto da sherry e anacardi.
In sostanza, se siete il tipo che soffre di frequenti mal di testa, pensate a quante sono le cause diverse che possono provocare questa situazione, e sottoponevano ai relativi esami. Ma chiedete al medico se nel vostro caso esiste la possibilità che si tratti di un’allergia alimentare.

La Dieta Blanda

La Dieta blanda, chiamata a volte “dieta leggera”, esclude quei cibi che possono irritare l’apparato digerente.

In questo tipo di dieta si dovrà quindi dare la preferenza agli alimenti di più facile digestione, eliminando, o riducendo drasticamente, i cibi animali e vegetali che contengono fibre indigeribili e sostanze estrattive che stimolano la peristalsi e la secrezione gastrointestinale. Ci si baserà anche molto sulla semplicità della preparazione culinaria.

Questa dieta viene prescritta nei casi di ulcera (gastrica e duodenale) in fase di alleviamento dei sintomi dolorosi; nel casi di gastrite subacute o croniche; nei casi di convalescenza in seguito ad interventi chirurgici all’addome. Inoltre, una dieta simile,  a residuo  molto basso, può essere impostata anche durante la riacutizzazione di certe malattie intestinali croniche, quali le diverticoliti e le coliti ulcerose.

Ecco alcuni esempi di cibi permessi, da limitare o da vietare nella dieta blanda:

SI a: frutta cotta sbucciata, pesce bollito ben cotto, carne ben cotta, pomodoro passato, banane, patate cotte, olio crudo, riso ben cotto, pasta minuta ben cotta, grissini, fette biscottate, zucchine e funghi cotti.

DA LIMITARE: latte (se ben tollerato), aceto, aglio, cipolle, sale, uova non sode, vino leggero, succhi di agrumi, spezie, salse piccanti, biscotti, crackers, formaggi non fermentati, spinaci, verdure cotte.

NO a: verdure crude, frutta cruda, agrumi, fichi, frutta secca, bacche, prodotti di farina integrale, gelati, fagioli secchi, caffè, dadi per brodo, uova sode, formaggi fermentati, superalcolici, sottaceti, bevande gassate, vino ad alta gradazione, bevande contenenti caffeina.

La dieta mediterranea: come seguirla in pratica

Intendendo per la parola dieta nel suo significato originale e più ampio di regime di vita, si può con relativa facilità, utilizzando i cibi disponibili nel nostro Paese, seguire ogni giorno la dieta mediterranea. Ecco alcuni consigli:

Rivalutare la tavola come punto di incontro e anche come intervallo distensivo.

Date la preferenza al pane preparato con i soliti ingredienti fondamentali (pane casereccio, rosette, sfilatini, ecc.)

Consumate la pasta come primo piatto: 80 gr. di pasta (quanto basta per una buona porzione) forniscono solo 285 calorie. Nel condirla date la preferenza al sugo di pomodore e all’olio di oliva. La pasta va cotta “al dente”: in tal modo il suo valore nutritivo viene conservato e il senso di sazietà è più prolungato.

Utilizzate la pasta – se volete anche il riso – come base per la preparazione di piatti unici di elevato valore nutritivo e grande economicità. In particolare, la pasta con legumi (fagioli, ceci, lenticchie, ecc.)

Tra i grassi da condimento preferite l’olio di oliva: ha sapore più pieno e più elevato potere di condimento, ed è anche il più sicuro per le fritture.

Fate ricorso ai prodotti ortofrutticoli, alternando quelli ricchi di vitamina A (carote, zucche, radicchio verde, albicocche, meloni, ecc.) con quelli ricchi di vitamina C (agrumi, fragole, pomodori, peperoni, broccoletti, ecc.) e cuocendoli nella minore quantità di acqua possibile.

Consumate pesce e in particolare pesce azzurro (sarde, alici, sgombri, tonno), tipico del Mediterraneo, che allo spiccato gusto unisce un elevato potere nutritivo.

Un bicchiere di vino durante i pasti principali, oltre che complementare il gusto, migliora il processo digestivo, stimolando la produzione dei succhi gastrici

Alimenti per l’infanzia a base di cereali: quali e perchè

La varietà e la diversa utilizzazione degli alimenti destinati al bambino nel primo anno di vita è talmente ampia che rende impossibile una classificazione completa di tutti i prodotti dietetici disponibili. In linea generale, comunque, è possibile distinguerli in base alla loro composizione.

ALIMENTI A BASE DI CEREALI: sono preparati con farine sottoposte a particolari procedimenti tecnologici che ne migliorano la digeribilità e l’assimilazione. Spesso integrati con proteine, vitamine e sali minerali, la varietà a base di riso e mais adatte per l’inizio dello svezzamento, sono contraddistinte da un marchio che segnala l’assenza di glutine e facilita la scelta. Ecco le caratteristiche dei diversi tipi:

* Le farine di cerali – sottoforma di creme e disponibili sia nel tipo da cuocere che istantanee. Possono essere aggiunte al latte o al brodo vegetale.

* Le farine composte – preparate con miscele di vari cereali e con l’aggiunta, a volte, di verdure. In quest’ultimo caso, basta diluirle in acqua e ricostituiscono un brodo di verdure e cereali.

* Le farine lattee – realizzate con cereali e latte, sono spesso arricchite con frutta e, a volte, con zucchero. Possono essere utilizzate per la preparazione di pappe dolci, all’inizio dello svezzamento, se il piccolo rifiuta decisamente il sapore della pappa di verdura. Successivamente, possono essere proposte a merenda in alternativa al latte.

* I biscotti – a differenza dei normali prodotti secchi, i biscotti dietetici per l’infanzia sono “integratori” della dieta a tutti gli effetti: sono preparati, infatti, con farine di cereali e arricchiti con proteine, vitamine e sali minerali. Diverse le varietà: biscotti da biberon, solubili nel latte indicati all’inizio dello svezzamento; i granulati con e senza glutine da aggiungere al latte, allo yogurt, alla frutta  e i biscotti tradizionali da proporre ai bimbi dall’8° mese, da rosicchiare o da aggiungere al latte.

* Le pastine dietetiche - A renderle diverse, per valore alimentare, dalle pastine d’uso comune è la maggiore digeribilità (sono preparate infatti solo con grano tenero) e la particolare integrazione di proteine, vitamine (del gruppo B e PP) e sali minerali. Sono disponibili in vari formati per adeguarsi alle varie fasi di svezzamento.

Si può guarire dalle allergie?

A volte si a volte no. Per esempio, le allergie al latte o all’uovo, riscontrate nei bambini nei primi mesi di vita, tendono a risolversi spontaneamente con la semplice accortezza di eliminare questi alimenti dalla dieta, per poi reintrodurli gradualmente in un periodo successivo.

Può succedere anche che un soggetto, per esempio già allergico all’uovo da piccolo, crescendo continui a presentare sintomi in seguito all’ingestione dell’uovo come alimento a sé, ma mostri invece tolleranza verso lo stesso quando è presente in piccola quantità come ingrediente.

A qualsiasi età è possibile sviluppare un’improvvisa allergia/intolleranza per un cibo fino ad allora tollerato, che, a volte, dopo un periodo di esclusione dalla dieta, può essere gradualmente  reintrodotto senza problemi. In altri casi invece il problema persiste e l’alimento incriminato deve essere allontanato definitivamente dalla dieta. Ma ci sono allergie, quali quelle riscontrate verso alcuni tipi di pesce o di frutta secca, che, una volta acquisite, difficilmente scompaiono. La medicina non conosce ancora tutte le risposte, ma studia e osserva questi fenomeni alla ricerca di sempre nuovi metodi di diagnosi e cura.

Una sana nutrizione seguita da una giusta idratazione quotidiana, può dare un ottimo beneficio.